Luoghi sacri

La Sala di Meditazione

È lo spazio utilizzato per gli insegnamenti, le iniziazioni e le cerimonie rituali del buddhismo.

Situata nel cuore dell’edificio centrale, la sala di meditazione (gompa in tibetano: gom significa meditare, familiarizzarsi, e pa significa luogo) è frutto dell’originario restauro di tutta la costruzione, abile integrazione di materiali e forme tipiche della Toscana con strutture e materiali moderni. Appare come un’immensa mansarda, con un tetto a travi di legno sostenute da intelaiature di acciaio. Prende luce da vari lucernai e finestre sulle pareti laterali, che inquadrano la natura circostante e danno ampio respiro alla vista contemplativa.

Dopo il recente restauro, avvenuto per via del rogo che l'ha completamente distrutta nel dicembre del 2008, è stata ora completata con gli arredi (nelle foto) ispirati ai tradizionali templi tibetani. Sugli altari sono collocate le statue di Buddha Shakyamuni e dei suoi discepoli principali. Ai lati la statua del fondatore della scuola Ghelug, Lama Tzong Khapa con i suoi due discepoli principali, Kedrup Je e Gyeltsab Je. Le vetrine contengono anche le foto del fondatore dell’Istituto, Lama Yeshe, dell'attuale guida spirituale FPMT Lama Zopa Rinpoce, e della principale guida spirituale della scuola Ghelup, Sua Santità il XIV Dalai Lama.

Altre statue di buddha, foto di Lama e divinità di meditazione riempiono tutti gli spazi dietro la vetrina. Nelle due ali laterali dell’altare, a sinistra e a destra, due librerie contengono i testi in tibetano del canone buddhista: il Kangyur (i sutra o discorsi del Buddha e i tantra) e il Tengyur (i commentari ai discorsi del Buddha dei grandi Maestri indiani e tibetani). Sulle pareti le tradizionali tangke (pitture tradizionali tibetane dell’iconografia buddhista) che raffigurano la vita di Lama Tzong khapa, e altre divinità di meditazione.

Il Gompa di Cenrezig

Il Gompa di Cenresig, è una ex cappella di 35 mq. situata nel boschetto dell’Istituto, restaurata completamente e dedicata al Buddha della Compassione, che in tibetano si chiama Cenresig e in sanscrito Avalokiteshvara. È stata completata giusto in tempo per essere inaugurata da Sua Santità il XIV Dalai Lama, nel 2001. La volta circolare è abbellita da affreschi tradizionali in stile tibetano e raffigura Buddha Shakyamuni, i Trentacinque Buddha della Confessione, Tara Verde e le ventuno Tara. Il piccolo altare all'interno è sovrastato da un bassorilievo in bronzo che raffigura Cenresig dalle mille braccia. All’esterno, la cappella è ornata da simboli di buon auspicio, tra i quali la ruota del Dharma e il mantra di Kalachackra. Oltre alle cerimonie religiose si svolgono corsi e ritiri per piccoli gruppi.



Stupa di Lama Yeshe

Lo stupa di Lama Yeshe corrisponde a una delle otto principali forme simboliche degli stupa tibetani, chiamata stupa dell’illuminazione. L’opera fu iniziata nel 1985 quando Rosario Rizzi, discepolo di Lama Yeshe, fu incaricato di progettare la costruzione dell’opera, dietro richiesta di Ghesce Ciampa Ghiatzo e Jacie Keeley (la segretaria di Lama Yeshe che stava distribuendo ceneri e reliquie del Lama ai molti centri FPMT nel mondo). Rosario si rivolse a Ghesce Ciampa Lodro, un lama tibetano altamente qualificato nei sutra e nei tantra, che viveva in Svizzera e veniva spesso all’Istituto, per avere indicazioni e consigli, non solo sulla costruzione dello stupa ma anche per armonizzare le forme e gli elementi naturali dell’ambiente, secondo criteri molti simili al feng shui. Tutti i membri della comunità buddhista di Pomaia parteciparono alla costruzione, sotto l’occhio vigile di Ghesce Ciampa Ghiatzo, compresi i bambini, che si divertivano a trasportare le pietre per le fondamenta. Nel novembre 1986, Ghesce Ciampa Lodro e Ghesce Ciampa Ghiatzo consacrarono lo stupa, edificato in un piccolo giardino con tre palme, di fianco all’edificio centrale.   



I Tre Stupa

Altri tre stupa sorgono poco lontano dal primo. Lo stupa dell’illuminazione, è dedicato a Ghesce Rabten; il secondo, lo stupa dell’armonia o della riconciliazione, a Gomo Tulku, entrambi importanti insegnanti di Lama Zopa Rinpoce e di molti discepoli occidentali. Anche il terzo stupa è stato voluto da Lama Zopa Rinpoche nella forma di uno stupa dell’armonia. È dedicato a Ghesce Yeshe Tobden, il primo lama residente dell'Iltk, che ha avuto molti discepoli in Italia e in Occidente, tra i quali Fiorella Rizzi, la principale organizzatrice del fund raising per i lavori. Il terreno fu consacrato il 30 dicembre 1999 da un gruppo di monaci di Sera-Je (India), e i lavori furono completati nell’agosto del 2000, esattamente un anno dopo la morte di Ghesce Yeshe Tobden.

Gli stupa sono stati riempiti con reliquie, piccoli bassorilievi sacri (tsa tsa), rotoli di mantra e altri oggetti, come per il primo stupa, ma in più sono stati abbelliti esteriormente da lastre di marmo delle Apuane.

Ruota delle Preghiere

Nel cortile principale dell’Istituto è stata installata una grande Ruota delle Preghiere, in stile tradizionale tibetano. La ruota è un cilindro di rame che gira facilmente su di un pernio centrale. L’esterno è decorato con il bassorilievo in sanscrito del mantra om mani padme hum. Ogni lettera è verniciata in oro. L’interno è riempito con 100 milioni di mantra in microfilm. Secondo la tradizione buddhista tibetana, far girare la ruota delle preghiere mette in moto le energie spirituali dei mantra e beneficia la persona e l’ambiente.

A lato della ruota, sotto la tettoia, si trova una piccola teca di vetro che protegge una statua del Buddha nella tradizionale postura del parinirvana (semi sdraiata): è così che il Buddha, prima di morire, diede le sue ultime risposte ai discepoli.

 

Casetta degli Tsa-Tsa

Alla fine del viale d’ingresso principale, che inizia con una tradizionale porta-senza-porta tibetana, sormontata da due gazzelle che custodiscono la ruota del Dharma, si vede una bellissima statua di Buddha Shakyamuni, protetta in una piccola nicchia bianca. La statua sorge sopra la casetta degli tsa tsa, costruita nel 1988 dal monaco Cesare di Giovanni (Thubten Tardu) dopo aver completato il preliminare al tantra detto dei centomila tsa tsa. Gli tsa tsa sono piccoli bassorilievi di immagini sacre, che si ottengono riempiendo con gesso gli specifici stampi. Nella casetta, che presenta una piccola porta di legno con il bassorilievo di uno yoghin, sono racchiusi gli tsa tsa di molti praticanti.  

 

Sentieri di meditazione

Il giardiniere biodinamico, insieme ai volontari del karma yoga, ha delineato nei tre ettari dell’Istituto una serie di sentieri che favoriscono la meditazione camminata. Anche se l’idea è quella di favorire la meditazione nello stile vipassana, questi percorsi diventano per chiunque un piacevole e silenzioso itinerario nella natura del parco, dove troverete numerose statue di Buddha provenienti da varie parti dell’Asia, ma anche quelle create direttamente in Italia da artisti tibetani.