La mente dell’illuminazione, o bodhicitta, è la motivazione altruistica di raggiungere l’illuminazione per il beneficio di tutti gli esseri senzienti. È considerata il cuore del sentiero mahayana: da questa intenzione nascono e si sviluppano le pratiche fondate su compassione, saggezza e responsabilità verso gli altri.
Durante il ritiro verrà approfondito il Tonglen, uno dei metodi principali trasmessi dai grandi maestri indiani e tibetani per coltivare bodhicitta.
Il Tonglen, legato alla pratica di eguagliare e scambiare se stessi con gli altri, in tibetano significa “dare e prendere”. È una meditazione che aiuta a sviluppare compassione e amorevolezza, lavorando in modo diretto sull’abitudine a proteggerci dall’esperienza della sofferenza e ad aggrapparci al nostro benessere personale.
Seguendo l’approccio del Ven. Sonam Wangchuk, il ritiro alternerà sessioni di meditazione, riflessione e discussione sulla mente dell’illuminazione.
Durante il ritiro sono previsti momenti di condivisione con l’insegnante e con il gruppo, dedicati agli effetti della pratica e alle eventuali difficoltà incontrate.
Impegno quotidiano: i partecipanti saranno incoraggiati a rinnovare ogni mattina la motivazione del bodhisattva, coltivando compassione e intenzione altruistica.
Linee guida dietetiche e condotta etica
Dieta: per tutta la durata del ritiro è richiesta una dieta vegetariana. Chi lo desidera può seguire una dieta vegana.
Pratica di Ahimsa: i partecipanti sono invitati a rispettare il principio di non nuocere verso tutti gli esseri senzienti.
Recitazione di mantra: è incoraggiata la recitazione regolare di Om Mani Padme Hum per coltivare compassione e consapevolezza.

