Guarire la mente per dimorare in serenità

Guarire la mente per dimorare in serenità

Praticando i “Tre Aspetti Principali del Sentiero” di Lama Tzong Khapa – prima parte

di Massimo Corona

Una sera dell’autunno del 1973 ero a McLeod Ganj poiché in quel periodo frequentavo la scuola di Dharma del Tibetan Library and Archives, a Dharamsala. L’insegnante era Geshe Ngawang Dargye. Lama Yeshe in quel periodo era di passaggio a Dharamsala e aveva organizzato a Tushita quello che lui chiamava “Gli Esami,” cioè chiedeva ai suoi vecchi studenti di dare un esame su un argomento a scelta di fronte a una sala piena di studenti nuovi e vecchi. Lama chiamò anche me.

Scelsi di parlare de I Tre Aspetti Principali del Sentiero. È stata veramente un’esperienza meravigliosa che mi ha dato molta fiducia nella pratica. Dopo il mio discorso, alcuni studenti vennero da me per ringraziarmi e compresi che, anche se pensavo di essere veramente molto ignorante del Dharma, però quello che spiegai ebbe un certo effetto positivo tra gli ascoltatori. Ora mi chiederete: dopo 52 anni, ci sono stati dei cambiamenti positivi nella tua mente? Nonostante io sia un praticante di Dharma molto pigro, ovviamente la mia mente è molto cambiata. Un mio Guru mi disse di non parlare delle proprie realizzazioni, anche se si tratta solo di aver eliminato alcuni dubbi sul sentiero del Dharma, perciò non dirò nulla.

I tre aspetti principali del sentiero sono la rinuncia, bodhicitta e la corretta visione della realtà, e sono veramente l’essenza del sentiero del Dharma Mahayana. Normalmente vengono spiegati in questo ordine, prima la rinuncia, poi bodhicitta e infine la visione. Ma il Dalai Lama ha detto che la visione dovrebbe essere sempre presente perché aiuta definitivamente a sviluppare la rinuncia, ed è fondamentale per sviluppare bodhicitta, perciò la visione della vera natura della realtà, la vacuità, deve essere sempre presente durante la pratica dei tre aspetti principali del sentiero.

Per quanto riguarda la rinuncia, vivere la vita come uno straccione, privandoci di cose di cui abbiamo bisogno, non è questo il significato di rinuncia. Il punto è di rinunciare all’attaccamento. Che cosa vuol dire? Attaccamento a che cosa? Attaccamento vuol dire un forte desiderio continuo, anche in un certo senso ossessivo, nell’ottenere l’oggetto del nostro desiderio, soffrendo se non riusciamo ad ottenerlo. Questo tipo di emozione disturbante è in realtà ciò che distrugge la nostra pratica di Dharma ed è la causa principale della sofferenza. Eliminare l’attaccamento vuol dire ottenere uno stato di totale accettazione. Se c’è qualcosa di bello che ci succede, se riusciamo ad ottenere qualcosa che desideriamo, una soluzione a un nostro problema, lo accettiamo con gioia. Però se l’opposto ci succede, lo accettiamo nello stesso modo, con la stessa serenità. Questo tipo di accettazione totale è come fare un passo indietro dalle situazioni della vita, osservandole con un pizzico di curiosità, senza esserne coinvolti. Se qualcosa di bello ci succede, fantastico. Se non ci succede, è ugualmente fantastico. E quando qualcosa di bello ci succede noi lo accettiamo senza elaborare troppo, senza volere che succeda di nuovo, senza attaccarci quindi. La cosa più difficile è accettare quando qualcosa di brutto ci succede, qualcosa che noi non desideriamo assolutamente. Sappiamo che il samsara e gli avvenimenti di questa vita sono totalmente impermanenti, tutto cambia in ogni frazione di secondo, in continuazione. Noi non possiamo essere sicuri di nulla, perciò, quando qualcosa di non desiderabile succede, sappiamo che è momentaneo, non può durare, anche questo passerà. Il punto è che la nostra felicità non dipende dagli avvenimenti della vita, dalla ricchezza materiale, la bellezza fisica e quant’altro. Ma dipende soprattutto dalla mancanza di attaccamento.

La saggezza che apprende che il mondo non esiste così come appare, cioè indipendente, è il fattore mentale più efficace per eliminare l’attaccamento. I fenomeni del mondo, compresi noi stessi, sono un insieme di infinite cause e condizioni, designati convenzionalmente. Pertanto, non esistono in sé, l’oggetto a cui siamo attaccati non esiste veramente, ci manca, ma in realtà è vuoto di esistenza in sé, di vera esistenza.

A volte qualcuno mi ha chiesto se smettere di sognare le meraviglie del mondo non significhi perdere energia e gioia nel vivere. Lo facciamo sempre: ci visualizziamo in una nuova casa, in un’auto nuova, su uno yacht a vela, e così via. Ci sembra che ottenere questi oggetti ci renderà felici. Questa proiezione di qualcosa di attraente non è una qualità dell’oggetto, è proprio una proiezione, qualcosa che viene aggiunto quando la mera immagine dell’oggetto appare ai nostri sensi. E su ciò noi fantastichiamo. Che senso ha essere attaccati a qualcosa che proiettiamo, e che non esiste veramente?

D’altra parte, non dobbiamo essere troppo severi con noi stessi. Il godere delle piccole gioie della vita, come una splendida giornata, la felicità di un gruppo di amici, la gratitudine del mio cagnolino, non è solo accettabile ma è anche molto importante. Dobbiamo nutrire di gioia la nostra mente, anche pensando alla nostra preziosa rinascita umana, alla fede nel nostro maestro, alla mia bodhicitta, anche se è solo un seme. Lama Yeshe chiamava l’attitudine di negare ogni gioia pensando che sia negativa, “self-pity mind”, mente di auto-commiserazione. “È terribile, liberatevene!”

Il primo incontro del percorso

Il testo di Massimo Corona introduce il primo appuntamento del percorso Guarire la mente per dimorare in serenità. Praticando i “Tre Aspetti Principali del Sentiero” di Lama Tzong Khapa, dedicato al tema della rinuncia.

Il corso si svolgerà in presenza all’Istituto Lama Tzong Khapa dal 26 al 28 giugno 2026. Avrà inizio venerdì 26 giugno alle ore 18:00 e terminerà domenica 28 giugno alle ore 13:00.
Le iscrizioni chiudono il 25 giugno 2026 alle ore 10:00.

Per partecipare è necessario iscriversi dalla pagina del corso, cliccando sul pulsante “ISCRIVITI”. Durante la procedura di iscrizione, nella sezione “conferma e paga”, è possibile inserire un’offerta libera oppure, cliccando su “altro”, lasciare il campo a zero.

Il corso è riservato ai soci ILTK