Cominciare a capire il karma

Lama Thubten Yeshe
Saturday, 2 February 2019 | 18:43

Un insegnamento sul karma tenuto da Lama Yeshe al Chenrezig Institute, nel Queensland, in Australia, il 28 giugno 1976. Edito dal Dr. Nicholas Ribush. Estratti da questo insegnamento sono stati pubblicati nel Mandala Magazine in febbraio e aprile 2004. 

Non c’è solo un unico modo invariabile e matematico di spiegare il karma; ci sono molti modi, incluso l’utilizzo di suddivisioni in capitoli, paragrafi ed elenchi numerati. A volte sembra che le persone nuove al buddhismo abbiano difficoltà a capire il karma, ma in realtà averne una comprensione iniziale superficiale è facile.

Naturalmente, una volta che lo si studia in modo dettagliato, il karma, può essere straordinariamente complesso, ma quando lo introduco ai principianti, cerco di renderlo semplice in modo che possano averne almeno una comprensione intellettuale. Tuttavia, l’unico modo per ottenere una comprensione totale del karma è attraverso la propria esperienza, e quell’esperienza va al di là delle parole.

Cercare di avere una comprensione completa del karma solo a livello intellettuale è come cercare di contare ogni atomo di terra, acqua, fuoco e aria nell’universo, il che è impossibile.

Fondamentalmente, cos’è il karma? Il karma è il tuo corpo, la tua parola e la tua mente. Questo è tutto. È molto semplice. Se dovessi provare a confrontare l’argomento del karma con il genere di cose che studiate in Occidente, direi che è in qualche modo parallelo alla teoria dell’evoluzione di tutto ciò che esiste. Il karma comprende tutto ciò che c’è sulla Terra e oltre, ogni fenomeno esistente nell’universo, attraverso lo spazio infinito. Detto in termini buddhisti, ogni fenomeno nel samsara e nel nirvana. Il karma è l’energia di tutti i fenomeni e non ha nulla a che fare con ciò che crede la tua mente. 

Se il karma racchiude tutti i fenomeni relativi, questi fenomeni sono interconnessi? Bene, anche la scienza moderna asserisce  che tutta l’energia nell’universo è collegata in modo interdipendente, non è solo un dogma buddhista.

Per esempio, da dove viene tutta la vegetazione verde che vediamo intorno a noi? Non sorge senza causa. All’inizio deve esserci una causa, quindi come effetto sorge l’aspetto del verde. Allo stesso modo, anche ognuno di noi ha una causa; anche noi siamo fenomeni interdipendenti. Dipendiamo da altre energie per la nostra esistenza. Quelle energie, a loro volta, dipendono da altre energie. In questo modo, tutta l’energia è collegata.

Probabilmente pensi che il tuo corpo provenga dal supermercato: finché il supermercato è lì, puoi mangiare; finché puoi mangiare, tu esisti. Ovviamente, il tutto è molto più profondo. Pertanto, la tua concezione di ciò che sei- “Io sono. Io sono questo; io sono quello; io sono così – è come un sogno. Istintivamente, il tuo ego ha questa nozione di essere indipendente, di non essere un fenomeno dipendente. Questa è solo spazzatura.

Se osservi, puoi capire facilmente come sei interdipendente. Sembra complicato, ma non è complicato. Diventa complicato solo se la tua mente pensa che sia complicato. La tua mente risolve le cose, anche questo è il karma, un fenomeno interdipendente, esiste in relazione ad altre energie. Se comprendi la semplicità di base di questo, sarai più attento nel modo in cui agisci perché ti renderai conto che ogni singola azione del tuo corpo, della tua parola e della tua mente produce una reazione.

Descriviamo il samsara come ciclico: è come una ruota, gira intorno; una cosa produce un’altra, che ne produce un’altra e così continua, una cosa spinge l’altra. E ogni azione karmica è come il seme che produce un fiore che a sua volta produce centinaia di semi, che poi producono centinaia di altri fiori che a loro volta producono centinaia di semi. In questo modo, in un tempo relativamente breve, un seme produce migliaia e migliaia di risultati.

Anche per le azioni del tuo corpo, della tua parola e della tua mente è esattamente lo stesso. Ogni azione, positiva o negativa, buona o cattiva, produce un risultato conseguente.

Inoltre, il karma non dipende dal fatto di crederci o meno. Il semplice fatto della tua esistenza dimostra l’esistenza del karma. Indipendentemente dal fatto che tu voglia o meno conoscere il karma, che tu ci creda o no, non importa: tu sei karma. Che tu accetti il karma o lo rifiuti, non puoi separarti dal karma più di quanto tu possa separarti dall’energia. Tu sei energia, tu sei il karma. Se sei un essere umano, non importa se gli altri pensano che tu sia un essere umano o no, sei un essere umano. Non dipende neppure da ciò che pensi. La verità di tutta l’esistenza non dipende da ciò che la gente crede.

A volte potresti pensare, “OK, i buddhisti accettano il karma. Cercano di fare del bene, di evitare il male e forse di ottenere risultati positivi, ma allora le persone che non credono nel karma?”

Comunque sia, che tu creda o no, la tua sofferenza e i tuoi problemi hanno una causa. Non dipendono da ciò in cui credi. Credi di soffrire solo perché pensi di soffrire? No. Anche se dici “Non sto soffrendo”, stai soffrendo. La sofferenza arriva con la tua stessa vita.

Pertanto, spesso dico che la connotazione buddhista della religione è leggermente diversa da quella occidentale. Ma quando dico questo, non sto dicendo che il buddhismo sia migliore, è solo diverso. Il suo approccio analitico è diverso.

COMPRENDERE IL KARMA

Quando insegniamo il karma, spesso ci riferiamo alle sue quattro caratteristiche, la prima delle quali è che il karma è certo.

Karma vuol dire azione, la tua energia e il fatto che il tuo karma sia certo vuol dire che una volta che avrai messo in moto un potente spinta di energia, questa continuerà a funzionare finchénon verrà interrotta o giungerà alla sua conclusione. Il fatto che il karma sia certo non significa che una volta creato un karma specifico, non c’è niente che puoi fare per fermarlo. Questa è una visione errata del karma.

Prendiamo, ad esempio, l’atteggiamento di alcuni seguaci della religione indù. Ci sono molti induisti sia in India che in Nepal che credono nel karma, ma credono che sia completamente immutabile. “Sono nato carpentiere. Dio mi ha dato questa vita. Sarò sempre un falegname.”
“Il mio karma ha fatto di me un ciabattino, sarò sempre un ciabattino.” Sono molto sinceri nel loro credo, ma sbagliano completamente nel pensare che il karma non possa essere cambiato.

Quando gli occidentali incontrano queste persone non possono credere di poter pensare in questo modo. Gli occidentali sanno proprio dalla loro esperienza che se si vuole veramente cambiare il proprio status nella vita, si può.

Ma siccome le idee sbagliate di queste persone sono così intensamente radicate, non riescono a cambiare. È sciocco, non è vero? Quel tipo di super-credenza è il fanatismo religioso. È ignorante, chiude la mente e impedisce di espanderla e svilupparla.

A volte vedo che nuovi studenti del Dharma hanno molte idee sbagliate sul karma. Leggono e pensano al karma, accettano la sua esistenza, ma diventano troppo sensibili al riguardo. Se commettono un errore nelle loro azioni, sono emotivamente terrorizzati e si colpevolizzano. Anche questo è sbagliato.

L’energia karmica del tuo corpo, parola e mente viene dalla tua coscienza. Alcuni scienziati dicono che c’è un’unica energia da cui si manifesta anche tutta l’altra energia. Comunque sia, allo stesso modo, tutta l’energia del tuo corpo, della tua parola e della tua mente proviene dalla tua coscienza, dalla tua mente.

Se dirigi l’energia in un certo ambiente e in un certo canale, si manifesterà una diversa forma di energia. Cambia. Se dirigila tua energia cosciente in un modo, arriverà un tipo di risultato; se la dirigi in un altro modo, si presenta un diverso tipo di risultato. È molto semplice. Ma quello che devi sapere è da quale fonte provengono le tue azioni. Una volta capito questo, vedrai che sei responsabile di quello che fai; puoi determinare cosa fai e cosa ti succede. Dipende più da te che dalle circostanze, dagli amici, dalla società o da qualsiasi altra cosa al di fuori di te. 

Se, tuttavia, non sai che è possibile dirigere l’energia del tuo corpo, della parola e della mente o non sai come farlo, se non hai idea di come funzionano causa ed effetto nella vita quotidiana, allora, naturalmente, non hai nessuna possibilità di investire la tua energia in canali positivi invece che in quelli negativi. È impossibile perché non lo sai. Le azioni positive sono quelle che portano conseguenze positive; le azioni negative sono quelle che portano conseguenze negative, irrequietezza e confusione. Le azioni sono dette positive o negative in base alla natura dei loro effetti. 

In generale, è la nostra motivazione che determina se le nostre azioni sono positive o negative, il nostro atteggiamento mentale. Alcune azioni iniziano in senso negativo ma possono diventare positive a causa del sorgere di un tipo di energia opposta. Gli insegnamenti filosofici di Abhidharma parlano di aspetti positivi assoluti, come la vera cessazione della sofferenza, ma per noi è più importante capire il positivo e il negativo a livello relativo. Questo è ciò con cui abbiamo a che fare nella nostra vita quotidiana: positivi relativi e negativi relativi.

Tuttavia, di solito siamo inconsapevoli ogni volta che agiamo. Ad esempio, quando causiamo dispiacere ai nostri cari, per lo più non è intenzionale perchésiamo inconsapevoli nelle nostre azioni. Se fossimo consapevoli che ogni azione del nostro corpo, parola e mente costantemente reagisce:, internamente dentro di noi ed esternamente con gli altri, saremmo più sensibili e gentili in ciò che facciamo, diciamo e pensiamo.

A volte le nostre azioni non sono affatto gentili ma sono come quelle di un animale selvaggio. La prossima volta che ti comporti come un animale selvaggio, controlla in quale canale è entrata la tua energia, e in quel preciso momento comprenderai che puoi cambiarlo: hai il potere, la saggezza e il potenziale per farlo. Puoi reindirizzare la tua energia dal canale negativo a quello positivo.

Inoltre, devi accettare che commetterai degli errori. Gli errori sono possibili. Non sei Buddha. Quando si commette un errore, invece di perdere le staffe, riconoscilo. Sii felice: “Oh, ho fatto un errore. È buono averlo notato.” Una volta che hai riconosciuto un errore, puoi analizzarlo in modo approfondito: qual è il suo background? Cosa l’ha causato? Gli errori non si manifestano da soli senza motivo. Controlla in quale canale era attiva la tua mente quando si è verificato l’errore. Quando lo scopri, puoi cambiare il tuo atteggiamento.

In particolare, devi capire che le azioni negative vengono da te, quindi spetta a te fare qualcosa per evitare che le loro reazioni negative si manifestino. È tua responsabilità agire e non adagiarti in attesa dell’inevitabile risultato di sofferenza.

Pertanto, invece di accettare semplicemente ciò che ti accade, credendo “Questo è il mio karma” e non provi mai a lavorare con il cambiare in meglio la tua energia, comprendi che puoi controllare quello che ti succede e cercare di essere il più consapevole possibile delle tue azioni.

KARMA, FORZA INTERIORE E VITA STESSA

Per semplificare ulteriormente, secondo il modo di pensare normale della società, tutto ciò che è fatto dedicato al beneficio degli altri è automaticamente positivo, mentre qualsiasi cosa si faccia solo per il proprio beneficio porta automaticamente una conseguenza negativa. Ogni volta che agisci egoisticamente, il tuo cuore si sente rigido, ma quando cerchi di aiutare veramente gli altri, psicologicamente sperimenti l’apertura e una liberazione che porta nella tua mente calma e comprensione. Questo è positivo, questo è un buon karma.

Tuttavia, se non controlli attivamente la tua motivazione, potresti pensare o dire “Sto lavorando per il beneficio altrui”,  ma in realtàstai facendo il contrario. Per esempio, alcune persone ricche danno soldi con l’idea di stare aiutando gli altri, ma quello che vogliono in realtà è migliorare la propria reputazione. Tale donazione non è sincera e non ha assolutamente nulla a che fare con l’azione positiva o la generosità.

Dare con l’aspettativa che gli altri ti ammireranno è dare per il proprio piacere. Il risultato finale è che ti rende invasato, irrequieto e confuso. Verifica. Guarda come agiscono le persone normali, è così semplice. Anche se dai enormi somme di denaro, se lo fai con motivazioni egoistiche, aspettandoti risultati enormi per te stesso, finisci col nulla. È una cosa psicologica, nel dare, c’è molto di più che la semplice azione fisica.

Prendi me, come esempio. Posso sedermi a gambe incrociate nella postura di meditazione e così pensi “Oh, Lama sta meditando.” Ma se la mia mente è in un incredibile viaggio, anche se sembra che io stia facendo qualcosa di positivo, in effetti sto facendo qualcosa di completamente nevrotico e confuso. Non puoi mai giudicare un’azione dal suo aspetto esteriore, la sua componente psicologica è molto più importante.

Perciò, fai attenzione. In particolare, agire con la motivazione di gentilezza amorevole non significa sempre sorridere, abbracciare e dire alla gente: “Oh, ti amo tantissimo.” Ovviamente,se è quello ciò di cui qualcuno ha bisogno, allora continua così, accarezza o abbraccia quella persona; non sto dicendo che devi evitare tutti i contatti fisici. Devi solo sapere cosa è appropriato in quel particolare momento.

Ho visto molti studenti che sono venuti a un corso di meditazione, e per la prima volta imparano a conoscere l’amore, la compassione e bodhicitta, tanto che alla fine del corso sono entusiasti e vogliono aiutare gli altri: “Lama, voglio andare a Calcutta e servire gli esseri senzienti che soffrono.”

Così dico loro: “Volete andare? OK, andate e cercate di aiutare nel miglior modo possibile.” Così vanno, pieni di emozioni e, naturalmente, vedono sofferenze terribili: povertà, fame, malattie e così via. Dopo un mese, devono andarsene, esausti, perché scoprono che andare lì semplicemente, cercando di aiutare, non è la soluzione.

Un paio di mie studentesse, belle giovani ragazze, andarono in Pakistan e a Calcutta, sperando di trasmettere amorevole gentilezza servendo dove la sofferenza era più intensa. Dissi loro di andare e tornare quando fosse stato il momento giusto. Arrivando lì scoprirono che ciò che stavano facendo non era di vero aiuto, e non passò molto prima che tornassero.

In realtà, esprimere amorevole gentilezza nell’azione è piuttosto difficile. Devi essere molto abile. Ci vuole una grande saggezza. Se parti per la tua missione senza comprensione,solo con uno stato d’animo rigido ed emotivo di voler aiutare, rischi di perderti. Per esempio, se vedi qualcuno annegare, tuffarsi spinti dall’emotività senza saper nuotare, non porterà che alla morte di entrambi. La nostra energia fisica è limitata. Pertanto, siamo limitati nel poter aiutare gli altri in questo modo: cerchiamo di aiutare gli altri fisicamente,ma poi ci sentiamo svuotati perché è al di là delle nostre capacità. Se vuoi aiutare gli altri spinto dall’amore devi agire secondo le tue capacità e avere consapevolezza dei tuoi limiti. Non strafare spinto dall’emotività e solo con una comprensione parziale.

L’energia mentale, tuttavia, è praticamente illimitata. Se realizziamo l’amorevole gentilezza, siamo come una nave. Non importa quanto sia pesante il carico, la nave può sopportarlo. Allo stesso modo, con la vera amorevole gentilezza possiamo gestire qualsiasi situazione che si presenti, senza spaventarci. Inoltre, una nave non discrimina, porta tutto ciò che viene caricato. Inoltre, con l’amorevole gentilezza, non favoriremo una persona piuttosto che un’altra: “Tu vieni, tu vai via.

Quando pratichiamo il Dharma e la meditazione, costruiamo la forza interiore necessaria per essere di maggior beneficio per gli altri e così siamo in grado di affrontare tutte le difficoltà che si presentano. I praticanti che hanno paura di sentir parlare di sofferenza non affrontano la realtà. ‘Maha’ nel buddhismo Mahayana significa “grande”. Un praticante Mahayana dovrebbe essere capace e, come una nave, essere in grado di sopportare qualsiasi cosa arrivi.

Se abbiamo una mentalità ristretta e siamo ipersensibili, anche gli atomi minuscoli possono indurci a indietreggiare: “Non voglio quell’atomo”. Questa non è la via del praticante di Dharma.

Anche la persona semplice che vuole che la propria vita abbia successo dovrebbe essere in grado di affrontare qualsiasi situazione si presenti. Se vai su tutte le furie per la cosa più piccola, non riuscirai mai a far sì che anche questa vita abbia successo. La vita di tutti i giorni è completamente imprevedibile; non puoi sistemare le cose per risolverle in un certo modo. Quando le cose cambiano, devi cambiare con loro. Devi essere abbastanza flessibile per affrontare qualunque cosa accada.

Se questo è vero per la persona comune, quanto di più deve esserlo per il praticante di Dharma? Devi avere il coraggio di affrontare ogni difficoltà che incontri: “Posso superare ogni ostacolo e raggiungere la perfetta liberazione”. Attraversare l’oceano del samsara non è facile, ma non è il samsara che è difficile, è la tua mente. Quello che devi superare in realtà è l’oceano della tua mente schizofrenica, e devi essere certo di poterlo affrontare.

Prima di tutto devi essere in grado di pensare: “Posso affrontare qualsiasi cosa senza scappare”. La vita non è facile, dimentica la meditazione, la vita stessa è dura. Le cose cambiano; la mente cambia. Devi affrontare ogni cambiamento come viene.

Andare in ritiro non significa fuggire dalla società e dalla vita perchéne hai paura. Tuttavia, è necessario sviluppare la certezza di essere in grado di gestire tutto ciò chesi dovrà affrontare nella vita. Quello che devi davvero valutare,però, è capire bene qual è la cosa migliore da fare in un determinato momento: stare nella società o andare in ritiro. Qualunque cosa tu intraprenda è nelle tue mani, quello che devi sapere è perché lo stai facendo.

KARMA, REALTÀ E CREDENZA

Parliamo spesso di come sprechiamo le nostre vite seguendo le otto preoccupazioni mondane (otto dharma mondani): attaccamento alla felicità temporale, ricevere cose materiali, rallegrarsi degli elogi e di una buona reputazione e avversione per i loro opposti: disagio quando si è tristi, dispiacere nel non ottenere ciò che vogliamo o essere criticati e non avere notorietà. Ogni volta che ci coinvolgiamo con questi otto, creiamo karma negativo.

Per esempio, quando qualcuno ti loda, ti senti felice e pieno di orgoglio, e quando qualcuno ti critica, ti senti infelice e depresso. Ogni volta che vai su e giù in questo modo, crei il karma.

Perché ti senti euforico quando elogiato e abbattuto quando criticato? È perché non accetti il modo in cui le cose sono veramente. Sei controllato dalla tua mente allucinata, che è totalmente separata dalla realtà. Che tu sia buono o cattivo non è determinato da ciò che pensano gli altri, ma dalle tue stesse azioniE questsono sotto la tua responsabilità. Se tutte le tue azioni sono positive, anche se io dico “Sei cattivo, sei cattivo, sei cattivo …” tutto il giorno, questo non influenzerà le tue qualità. Pertanto, dovresti capire cosa rende davvero un’azione positiva o negativa. Non è determinato da ciò che pensano gli altri.

Questo è un fatto scientifico, non un dogma religioso. Se vai su e giù per quello che dicono gli altri, sei allucinato, non stai vedendo la realtà. Dovresti avere una grande fiducia nelle tue azioni e assumerne la piena responsabilità. Quindi, anche se tutti gli esseri senzienti si rivoltano contro di te, continuerai a ridere. Quando sai cosa sei, non ti arrabbi mai. Se, d’altra parte, il tuo corpo e la tua mente sono deboli, se non hai fiducia in te stesso e ti senti insicuro, allora naturalmente avrai dei problemi.

Tutti i tuoi sentimenti, percezioni, discriminazioni e il resto, in particolare quei fattori mentali che portano reazioni negative, derivano dalla mente allucinata. Pertanto, abbastanza all’inizio della pratica, insegno ai miei studenti come meditare sulla natura delle sensazioni.

Pensiamo sempre che qualunque cosa sentiamo – fisicamente o mentalmente – sia giusta. Allo stesso modo, pensiamo che tutto ciò che vediamo siareale; crediamo davvero in ciò che vediamo. Non sto parlando della credenza spirituale nel soprannaturale; sto dicendo che crediamo nella realtàconcreta di ciò che vediamo quotidianamente intorno a noi. Pensi che sia giusto o sbagliato? È sbagliato.

Facciamo l’esempio che tu sia tremendamente attratto da un oggetto particolare. In quel momento hai una idea fissa su cosa sia quell’oggetto. Ma stai fantasticando, è una fantasia allucinata. Se controlli attentamente la tua mente attratta, vedrai che la sua visione è totalmente inquinata e che ciò che percepisci è una fantasia – non è né la realtàdell’oggetto né quella del soggetto. Una specie di nuvola è apparsa tra la tua mente e l’oggetto e questo è ciò che vedi. Tutte le afflizioni si presentano in questo modo.

Quindi, alla fine, chi ha più credenze, una persona religiosa o l’atea? È l’atea. Gli atei sono inclini a dire “non credo a nulla”, ma questo è solo il loro ego che parla. Credono in quello che vedono; credono in ciò che sentono; credono in ciò che pensano. Per esempio, gli atei considerano belle certe cose – questa è credenza. Questa è la verità scientifica della situazione. Non importa se usano o meno la parola “credenza” – loro credono; sono completamente affascinati dalla fede.

Posso affermare in modo definitivo che se la tua mente è offuscata dal buio dell’ignoranza, se l’attaccamento piuttosto che la libera comunicazione sta guidando i tuoi coinvolgimenti personali, sei un credente. Questo è semplice e logico. Ecco perchédico sempre che il Dharma è molto semplice. Rivela la realtàdi te stesso, la tua vita e le cose intorno a te … la realtàdi tutto. Questo è il significato di Dharma.

Quando alcune persone vanno in un supermercato, vedono l’incredibile esposizione dei beni come un riflesso in uno specchio. È come quando guardi in uno specchio, vedi il tuo riflesso ma allo stesso tempo sai che non sei proprio tu. È così che coloro che vedono la natura del supermercato più prossima alla realtà, lo vedono,come un riflesso. Quindi, possono controllare il sorgeredi qualsiasi attaccamento.Colorola cui visione del mondo è di una realtàpiù concreta, effettivamente esistente, vedono i beni in un supermercato come fantastici e non possono impedire ai loro sensi di vibrare. 

Questa è la natura dell’attrazione ordinaria. Gli oggetti a cui sei attaccato ti fanno tremare di desiderio e le cose che odi ti fanno tremare di rabbia. La ragione per cui avviene questo è perchénon capisci la realtà.

In realtà, quelli che capisco veramente la natura assoluta del supermercato, non vedono nulla. L’intera cosa scompare. Potrebbe essere troppo per te da comprendere, ma c’è del vero in quello che sto dicendo.

In conclusione, quindi, non importa quanto siano negative le cose che hai fatto, se hai una comprensione profonda, puoi purificarle completamente. Non esiste alcuna azione negativa che non possa essere purificata,  per tutto c’è una soluzione.

Alcuni cristiani parlano di alcuni peccati concreti che ti mandano in un inferno permanente ed eterno. Non sto criticando, è un punto di vista filosofico. Va bene, ha uno scopo. Qualsiasi filosofia con uno scopo è sempre buona. Ma non dovresti mai pensare: “Ho creato azioni orribili così negative che non sarò mai in grado di purificarle.” È un’incredibile sottovalutazione della tua natura umana. Qualsiasi tipo di negatività, non importa quanto grande, può essere purificata. Questo è il potere della mente degli esseri umani.

Ecco perché il lam-rim inizia spiegando quanto è grande il nostro potenziale umano. Dobbiamo capire il vero valore della nostra vita. Cerchiamo sempre il valore esternamente. Persino le persone rischiano e perdono la vita alla ricerca di cose materiali o per il gusto del piacere.

Che modo assurdo di sprecare la vita!

Controlla attentamente dentro di te per vedere se apprezzi di più  le cose materiali o il tuo potenziale interiore. Questo ti farà riconoscere quanto hai capito.

 

Traduzione di Siliana Bosa, revisione di Franco Fiorentino

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pubblicato in: Focus, I fondatori. Per saperne di più su: karma.