Tibet, quale futuro?

Alessandro Groppo  Conte
Wednesday, 6 March 2019 | 11:52
 Il consigliere Alessandro Groppo  Conte dell’Associazione Italia-Tibet ha chiesto al giornale Il Friuli.it di pubblicare in occasione del 10 marzo (60 esimo anniversario dell’insurrezione di Lhasa) l’articolo che potete leggere qui di seguito.

Il 10 marzo a Bruxelles una manifestazione contro il regime cinese. E anche il Friuli Venezia Giulia si mobilita

Tibet, quale futuro?

Nella rivolta, soffocata nel sangue, persero la vita 87 mila tibetani. Di lì a qualche anno Mao Tse-Tung avrebbe dato avvio alla rivoluzione culturale (1966-1976) con la quale vennero distrutti migliaia di monasteri e templi; si calcola che il 90% del patrimonio artistico – architettonico tibetano sia stato perso per sempre. Il DalaiLama, in serio pericolo di vita, fuggì dal Tibet e riparò in India. Da quel momento vive in esilio a Dharamsala (nello stato dell’Himachal Pradesh) dove ha ricomposto il Governo tibetano, assieme a tutto il parlamento e agli altri organi.

Attualmente in Tibet, la continua violazione di diritti umani e del conseguente diritto internazionale, la mancanza di libertà religiosa, lo sfruttamento sistematico delle risorse naturali e la costruzione di dighe per generare energia elettrica per lo Stato, gli spostamenti coattivi di migliaia di nomadi dai loro pascoli in villaggi appositamente costruiti, le detenzioni arbitrarie per qualsiasi forma di espressione politica non autorizzata, rendono gravissima la situazione. Questo clima, da vero e proprio regime, ha innescato negli ultimi anni una serie di proteste (a partire dalla rivolta di Lhasa del marzo del 2008) che hanno portato più di 150 persone, fra cui molti giovani monaci, ad auto-immolarsi con il fuoco per protestare pacificamente contro l’annientamento sistematico della propria cultura e del proprio popolo.

Tutto ciò sta avvenendo nella più totale indifferenza dei governi mondiali ma anche dei media. Nessun esponente politico osa criticare apertamente la politica interna cinese, nemmeno in occasione delle visite ufficiali o della stipula di accordi internazionali. In questa situazione, il popolo tibetano cerca di sopravvivere, aiutato, laddove possibile, dal Governo Tibetano in esilio e dagli oltre 200.000 connazionali esuli, sparsi in tutto il globo.

Il 10 marzo ci sarà anche una rappresentanza dell’Associazione Italia-Tibet, un’organizzazione indipendente senza scopo di lucro. “Fondata nel 1988, si propone di sostenere il lavoro del Dalai Lama, massima autorità religiosa del Tibet, e del suo governo in esilio, affinché al popolo tibetano venga riconosciuto il diritto all’autodeterminazione e gli siano garantite le fondamentali libertà civili”, spiega Alessandro Groppo Conte, consigliere nazionale dell’associazione e referente regionale per il Friuli Venezia Giulia. “Per promuovere la conoscenza della effettiva realtà tibetana, l’Associazione Italia-Tibet: organizza manifestazioni politiche e culturali per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla storia e gli sviluppi del problema tibetano, mantiene contatti con il mondo politico, con le organizzazioni per i diritti umani e con tutti i gruppi sensibili a queste tematiche e aiuta concretamente la comunità tibetana in esilio sostenendo progetti di cooperazione allo sviluppo”.

Pubblicato il 05 marzo 2019 sul quotidiano Il Friuli.it

 

Pubblicato in: Focus, Tibet, Uno sguardo sul mondo. Per saperne di più su: Associazione Italia Tibet, Tibet.